Una buona cover letter è in grado di trasmettere il valore del lavoro presentato alla rivista. Ogni manoscritto merita quindi di essere vestito con l’abito migliore.

L'abito (non) fa il monaco

Un famoso detto popolare sostiene che l’abito non faccia il monaco. Questo si può applicare nella vita di tutti i giorni, ma non quando si parla di articoli scientifici. Ogni articolo, infatti, deve essere accompagnato da una cover letter originale ed efficace.

La cover letter non è una mera lettera di accompagnamento ad un articolo scientifico, da redigere secondo template standard e utilizzando frasi semplici e, per certi aspetti, banali. Una buona cover letter, infatti, deve essere in grado di trasmettere il valore attraente e originale del lavoro presentato, pena la perdita di interesse nei confronti del lavoro, con conseguente rifiuto da parte dell’editor in chief. Va da sé, dunque, che è essenziale accompagnare ad ogni manoscritto una cover letter di pari validità scientifica. Lo scopo è, in definitiva, invogliare e indurre chi la legge ad aprire il lavoro che trova in allegato.  

Una volta stabiliti i punti di forza e di originalità del proprio lavoro, il passaggio chiave è accertarsi che i topics del journal selezionato siano in linea con quanto prodotto. Infatti, solo avendo ben chiari gli obiettivi e i temi che il journal sta cercando nei manoscritti da pubblicare, sarà possibile affermare esplicitamente che il lavoro è idoneo per la rivista.

È necessario fare emergere il valore aggiunto che il lavoro prodotto sta apportando nel campo scientifico di pertinenza. Non basta focalizzarsi sui risultati ottenuti, è necessario cercare di far trasparire il valore scientifico, contestualizzando nel momento storico in cui ci si trova.

Una grande attenzione deve essere data alla forma: bisogna fare attenzione ai refusi – certo – ma soprattutto utilizzare correttamente la lingua inglese formale. La rivista richiede l’inglese britannico o USA? Yours sincerely o Sincerely, non sono equivalenti agli occhi di un madrelingua.

Eccovi un elenco per punti con qualche ulteriore consiglio:

  1. Non è necessario scrivere molto, ma (a meno che il giornale non lo consenta) inviate sempre una lettera di accompagnamento – Non possiamo generalizzare, ma gli editor che conosciamo ci confermano di leggere sempre la cover letter e che la qualità di questa contribuisce a formare la loro opinione.
  2. Niente falsa modestia: la lettera di presentazione dovrebbe contenere un breve riassunto del lavoro; mai sottovalutare la portata della propria ricerca o scoperta. Se ci sono altri documenti chiave che sono stati pubblicati di recente, indichiamoli anche nella lettera di accompagnamento: questa parte della lettera può essere utilizzata per posizionare il proprio lavoro in un quadro più ampio.
  3. Cerchiamo di essere chiari. Il lettore potrebbe non avere una familiarità pari alla nostra in riferimento all’argomento trattato.
  4. Il controllo ortografico di Microsoft Word? Può essere molto utile, ma vale la pena chiedere a qualcuno di rileggere la nostra lettera di presentazione.

Ogni manoscritto, quindi, merita di essere vestito con l’abito migliore. Molte volte avere buoni contenuti non è sufficiente, è fondamentale saperli presentare nel modo migliore.

 

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