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La storia dello stetoscopio

La storia dello stetoscopio moderno inizia nel 1816, quando il giovane medico francese René Laennec si trovò a dover auscultare il cuore di una giovane donna in sovrappeso.

Storia dello stetoscopio

Lo stetoscopio è uno strumento medico che ha rivoluzionato la diagnosi dei problemi di salute. In questo articolo, ne esploreremo la storia, dall’antichità fino ai giorni nostri.

L’uso di strumenti per auscultare i suoni del corpo umano risale all’antichità. I medici dell’antico Egitto, ad esempio, usavano bastoncini di legno per auscultare il battito cardiaco dei loro pazienti. Tuttavia, questi strumenti erano rudimentali e non molto efficaci.

È solo nel XVII secolo che appare il primo strumento medico che può essere considerato un antenato dello stetoscopio moderno. Nel 1628, il medico inglese William Harvey pubblicò il suo celebre libro “De Motu Cordis” in cui descriveva il funzionamento del cuore. Nel libro, Harvey raccomandava di auscultare il battito cardiaco del paziente usando un pezzo di carta piegata in modo da amplificare i suoni del cuore.

La storia dello stetoscopio moderno inizia nel 1816, quando il giovane medico francese René Laennec (Quimper, 17 febbraio 1781 – Douarnenez, 13 agosto 1826) si trovò a dover auscultare il cuore di una giovane donna in sovrappeso. Era pratica comune dell’epoca porre l’orecchio direttamente sul torace del paziente per auscultare i suoni cardiaci, ma Laennec trovò questo metodo poco igienico e scomodo.

Mentre era seduto in un parco, Laennec vide due bambini che giocavano con un pezzo di legno cavo. Uno dei bambini parlava nella parte aperta del legno, mentre l’altro ascoltava dalla parte opposta. Laennec ebbe l’idea di utilizzare un pezzo di legno simile come strumento per auscultare il cuore del suo paziente.

Lo stetoscopio di Laennec era costituito da un cilindro di legno cavo lungo circa 30 cm e largo circa 2,5 cm, con un’estremità appuntita per facilitare l’inserimento nell’orecchio del medico. Laennec scoprì che questo strumento amplificava i suoni cardiaci, rendendo più facile auscultare i suoni del cuore e distinguere le varie tonalità.

In precedenza, Laennec aveva utilizzato un quaderno arrotolato a forma di cilindro, da una parte appoggiato al torace del paziente, dall’altra appoggiato al proprio orecchio, compiendo così un primo passo in avanti nel campo della diagnosi fisica della malattia cardiaca e polmonare. 

Prima di adottare lo stetoscopio di legno, utilizzò anche la membrana d’intestino bovina riempita d’aria e con un’apertura centrale costituita di cartone incollato. Questo strumento, però, non faceva quello che Laennec si aspettava e, dopo molti tentativi, giunse alla conclusione che con il legno e la canna raggiungeva il risultato desiderato.

Il nuovo strumento fu accolto con entusiasmo dai colleghi di Laennec e in poco tempo divenne indispensabile. Tuttavia, l’uso dello stetoscopio rimase limitato all’auscultazione dei suoni cardiaci fino alla metà del XIX secolo, quando il medico austriaco Leopold Auenbrugger sviluppò il metodo della percussione toracica.

La percussione toracica consisteva nel colpire delicatamente il torace del paziente con le dita per valutare la consistenza degli organi interni e rilevare eventuali alterazioni patologiche. L’uso combinato dello stetoscopio e della percussione toracica consentì ai medici di effettuare diagnosi più precise e di distinguere tra diverse patologie polmonari e cardiache.

Lo stetoscopio ebbe un’altra evoluzione con C. J. B. Williams, il quale lo modificò dandogli la forma di una tromba e introdusse anche un auricolare removibile per facilitare l’auscultazione. Come materiale scelse l’ebano, perché molto solido e facilmente lavabile, ma con il tempo vi riscontrò un grosso limite, ossia l’inflessibilità.

Questo portò Nicholas Comens a introdurre, nel 1829, il congegno monoaurale flessibile, composto da due tubi rigidi articolati.

Fu il Dr. Arthur Leared ad affermare di avere inventato lo stetoscopio binaurale nel 1851, ma C. T. Williams (come confermato da altri) sostenne che la paternità dell’invenzione andava attribuita a suo padre, C. J. B. Williams, tanto che in un articolo presentò un’illustrazione di quello che affermò essere il primo stetoscopio binaurale, così come era stato costruito dal padre nel 1829, e quindi 22 anni prima di Leared. Questo stetoscopio era formato da un pezzo di mogano a forma di tromba, avvitato a due tubi in piombo ricurvi, le cui estremità mancavano di auricolari o di qualsiasi altro strumento adatto alle orecchie.

Fu George Camman a sostituire i pezzi di piombo con dei tubi in gomma. Questo fu il prototipo del moderno stetoscopio. Le terminazioni aurali del modello di Camman si adattavano bene al meato auricolare e fornivano una maggiore comodità, oltre che chiarezza di suono. Il comfort per il medico era ulteriormente accresciuto dall’allungamento dei tubi flessibili. La lunghezza e il diametro ottimale per i tubi flessibili fu determinata a metà del XX secolo.

Negli anni ’60 del XX secolo, il medico americano David Littmann introdusse una serie di miglioramenti tecnici allo stetoscopio – tra cui un diaframma sensibile alle variazioni di pressione e una campana di dimensioni ridotte per ascoltare i suoni ad alta frequenza – che resero lo strumento ancora più utile per la diagnosi di patologie cardiache e polmonari.

Lo stetoscopio moderno è uno strumento medico indispensabile, che consente ai medici di auscultare i suoni del corpo dei pazienti per diagnosticare una vasta gamma di problemi di salute. Il design moderno dello stetoscopio è stato perfezionato nel corso degli ultimi secoli e continua a essere migliorato per garantire la massima precisione diagnostica.

Lo stetoscopio moderno è costituito da tre parti principali: il padiglione auricolare, il tubo e il diaframma. Il padiglione auricolare è la parte dell’apparecchio che entra in contatto con l’orecchio del medico ed è progettato per bloccare i rumori ambientali e amplificare i suoni provenienti dal corpo del paziente. Il tubo è il corpo principale dello stetoscopio, che trasferisce i suoni dal diaframma al padiglione auricolare. Infine, il diaframma è la parte piatta dello stetoscopio che viene posizionata sul corpo del paziente per ascoltare i suoni del cuore, dei polmoni e dell’intestino.

Gli stetoscopi moderni sono realizzati con materiali di alta qualità come l’acciaio inossidabile e il silicone, per garantire la massima durata e igiene. Inoltre, molte aziende produttrici di stetoscopi stanno utilizzando tecnologie avanzate come il rivestimento antibatterico e antifungino per mantenere gli strumenti puliti e privi di contaminazioni.

Alcuni stetoscopi sono dotati di funzioni aggiuntive come la riduzione del rumore ambientale e la registrazione audio dei suoni del paziente. Queste funzioni consentono ai medici di ascoltare i suoni del corpo in modo ancora più preciso e di registrare i suoni per riascoltarli in seguito.

Oltre allo stetoscopio standard utilizzato per ascoltare il cuore, i polmoni e l’intestino, esistono anche stetoscopi specializzati per specifiche aree del corpo. Ad esempio, gli stetoscopi pediatrici sono progettati per adattarsi alle dimensioni e alla forma del corpo dei bambini, mentre gli stetoscopi per cardiologi sono dotati di funzioni avanzate per diagnosticare i problemi cardiaci.

Lo stetoscopio è oggi un dispositivo medico essenziale per diagnosticare una vasta gamma di problemi di salute. Grazie ai miglioramenti tecnologici e alle funzioni aggiuntive introdotte, gli stetoscopi moderni sono sempre più precisi e affidabili. Nonostante le innovazioni tecnologiche, l’essenza dello stetoscopio rimane la stessa: un simbolo di fiducia e di cura medica.

Sara Guidi-Colombi

Sara Guidi-Colombi

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