Leggendo la definizione che MDR fornisce per la figura del fabbricante, ovvero “la persona fisica o giuridica che fabbrica o rimette a nuovo un dispositivo oppure lo fa progettare, fabbricare o rimettere a nuovo, e lo commercializza apponendovi il suo nome o marchio commerciale”, risulta immediatamente chiaro il suo ruolo negli studi clinici sui dispositivi medici. Ah no? Beh, allora oggi è proprio il vostro giorno fortunato perché abbiamo qui pronto un articolo pensato proprio per analizzare la figura del fabbricante nel contesto delle indagini cliniche.
Normalmente, quando si pensa agli studi clinici sui dispositivi medici si tende a fondere la figura del fabbricante con quella dello sponsor, situazione nella quale l’azienda che commercializza il dispositivo è quindi anche quella che progetta, finanzia e gestisce l’indagine clinica. Tuttavia, è importante ricordare come questi ruoli non siano automaticamente sovrapponibili. Secondo quanto stabilito nel Regolamento UE 2017/745 (MDR), a cui si allinea anche la ISO 14155, il fabbricante è il responsabile del dispositivo lungo tutto il suo ciclo di vita, mentre lo sponsor è il responsabile dell’indagine clinica. Quando coincidono, le responsabilità si sommano e quando non coincidono, si affiancano.
Capita (sempre più spesso) che lo sponsor di un’indagine clinica sia un ospedale, un’università o una società scientifica e che il dispositivo utilizzato sia prodotto da un’azienda terza. In questo scenario, lo sponsor mantiene tutte le responsabilità legate allo studio (già raccontate in un precedente articolo) e il fabbricante rimane comunque il soggetto che risponde del dispositivo ai sensi del Regolamento. Pertanto, il fabbricante dovrà garantire che il dispositivo utilizzato nell’indagine sia: progettato e fabbricato sotto un sistema di gestione della qualità adeguato (ISO 13485); supportato da una documentazione tecnica completa, coerente e aggiornata; accompagnato da istruzioni d’uso, manuali, informazioni sulla sicurezza e prestazioni che lo sponsor possa inserire nella documentazione di studio.
Quando non è il promotore dello studio, il fabbricante può quindi essere visto come l’alleato tecnico dello sponsor indipendente. Concretamente, questo si traduce in diverse forme di collaborazione, tra cui: la revisione tecnica del protocollo per assicurare che obiettivi, misure di outcome e modalità d’uso del dispositivo siano in linea con le indicazioni d’uso; il supporto alla formazione degli sperimentatori sull’uso corretto e sicuro del dispositivo; il contributo alla definizione di procedure per la gestione di malfunzionamenti e incidenti legati al dispositivo durante lo studio. Il tutto, ovviamente, senza invadere il campo delle responsabilità decisionali dello sponsor, che rimane quindi il regista etico, scientifico e regolatorio dello studio.
Rientrano quindi in questo caso di sdoppiamento del connubio fabbricante-sponsor, anche i sempre più rilevanti studi investigator initiated (IIS), ovvero studi clinici ideati e promossi da un’istituzione o da un gruppo di clinici, che decidono in autonomia le domande di ricerca da porre su uno specifico dispositivo. In linea con quanto suddetto, l’ente promotore (ospedale, università, IRCCS, ecc.) sarà colui che progetta lo studio, lo sottopone al comitato etico e alle autorità competenti, lo gestisce e ne pubblica i risultati. Il fabbricante, invece, potrà fornire il dispositivo, competenze e supporto economico sotto forma di grant di ricerca o copertura di costi diretti (monitoraggio, data management, medical writing, ecc.). In tal caso, resta fondamentale che il supporto economico sia tracciabile e gestito in modo trasparente sottoforma di contratto.
Nel contesto degli IIS, i dati restano di proprietà dello sponsor, mentre il fabbricante può accedervi solo se previsto da un contratto e solo se i pazienti hanno espresso un consenso valido alla condivisione con terze parti, ai sensi del GDPR. Per essere riutilizzabili anche a fini regolatori – ad esempio per supportare la valutazione clinica e le attività di post-market clinical follow-up – i dati dovranno inoltre rispettare standard minimi di qualità (GCP, ISO 14155). Nonostante i rischi legati al minor controllo, la tendenza del settore è di strutturare programmi dedicati di supporto agli IIS, proprio perché i benefici, nel medio-lungo periodo, superano gli svantaggi. Difatti, gli IIS rappresentano una fonte preziosa di informazioni sul comportamento reale del dispositivo nel tempo, così come di outcome rilevanti per il paziente e per il sistema sanitario.
Conclusioni
In questo articolo abbiamo messo a fuoco un ruolo spesso sottovalutato nel contesto delle indagini cliniche: quello del fabbricante in quanto tale. Anche quando non è promotore dello studio, il fabbricante entra comunque in scena come alleato tecnico e strategico, chiamato a supportare lo sponsor indipendente senza sostituirsi alle sue responsabilità scientifiche ed etiche. In questo caso, il fabbricante si guadagna di diritto il ruolo di aiuto regista dell’indagine clinica che, nel caso particolare degli IIS, potrebbe rivelarsi essere una figura fondamentale per l’effettiva messa in atto e buona riuscita dello studio.


