Per comunicare efficaciemente il valore racchiuso nei dati sono necessarie competenze ed esperienze trasversali che non sempre sono disponibili in azienda.

Alla luce dello scenario regolatorio recentemente mutato, il fabbricante di dispositivi medici si trova a maggior ragione a dover produrre e raccogliere una quantità impressionante di dati e informazioni  relativi ai propri dispositivi. Già dalle prime fasi della ricerca e sviluppo, infatti, iniziano ad accumularsi informazioni di svariata natura che vengono poi integrate dai risultati delle prove per dimostrare efficacia e sicurezza del prodotto. A questi si aggiungono poi i dati clinici necessari per potere immettere il dispositivo in commercio, siano essi derivanti da ricerche bibliografiche o da studi clinici pre-market. Il dispositivo poi è immesso in commercio e gli obblighi di sorveglianza post-market implicano che anche in questa fase siano raccolti dati, sia di natura non clinica che clinica. Nel complesso, si può affermare che l’intera vita di un dispositivo è accompagnata da un flusso costante di informazioni che riguardano il dispositivo stesso. Nella maggior parte dei casi queste informazioni sono raccolte dal fabbricante a titolo oneroso, rappresentando un investimento necessario allo sviluppo del dispositivo, alla sua immissione in commercio, ad ottemperare agli obblighi di legge che si protraggono anche dopo la prima introduzione del dispositivo sul mercato.

Il valore dei dati

È in questo contesto che un ulteriore investimento in comunicazione può, in realtà, trasformarsi in una mossa vincente. La mole di informazioni relativa al dispositivo, infatti, spesso è significativa del valore intrinseco dello stesso. I risultati di uno studio clinico, banalmente, ne dimostrano la sicurezza e l’efficacia. I dati di sorveglianza post-commercializzazione, ne mostrano il continuo apprezzamento sul mercato. Si tratta di informazioni che se opportunamente comunicate possono contribuire a mettere ulteriormente in luce il valore del prodotto. La sfida è quella di riuscire a “vedere” questo valore nei dati, quando non sia esplicito, e a comunicare efficacemente questo valore in funzione della target audience che si vuole raggiungere, siano essi i clienti, la rete distributiva, o la forza vendita – con l’obiettivo di promuovere, direttamente o indirettamente, le vendite del prodotto aumentando la consapevolezza in merito al suo valore.

Come attivarsi?

Non è una sfida semplice da vincere; sono necessarie, infatti, competenze ed esperienze trasversali che non sempre sono disponibili in azienda, e non sempre si ritrovano nei fornitori che producono specifici strumenti di comunicazione: grafici, videomaker, illustratori, agenzie di comunicazione tradizionali sono perfettamente in grado di realizzare il loro specifico prodotto, ma risulta difficile trasferire loro – in tempi ragionevoli – il senso specifico di dati tecnici, soprattutto se complessi. In questo senso, affidarsi a esperti di comunicazione integrata può rivelarsi la mossa vincente per massimizzare il ritorno dell’investimento iniziale, fino al punto di riuscire a programmare come saranno raccolti i dati già in funzione di come i dati stessi saranno comunicati.

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