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ISO 9001:2015 VS ISO 9001:2026

La ISO 9001:2026 aggiorna il principale standard internazionale per i Sistemi di Gestione per la Qualità, senza rivoluzionarne l’impianto. La struttura resta familiare, ma aumenta l’attenzione alla cultura della qualità, al comportamento etico e alla gestione di rischi e opportunità. Per le organizzazioni certificate è ora il momento di avviare una gap analysis mirata.

Immagine di Mariagiulia Biscaro

Mariagiulia Biscaro

Quality Management Systems Manager

Dello stesso autore

A undici anni dalla precedente edizione, la ISO 9001:2026 sostituisce ufficialmente la ISO 9001:2015. La nuova versione, pubblicata il 16 settembre 2026, rappresenta la sesta edizione dello standard ed incorpora anche l’Amendment 1:2024 relativo al cambiamento climatico.

Per le organizzazioni che dispongono già di un Sistema di Gestione per la Qualità maturo e pienamente conforme alla ISO 9001:2015, la prima indicazione è rassicurante: non si tratta di una rivoluzione, né di una riscrittura radicale.

Rimane, infatti, invariata la struttura complessiva in 10 punti, l’approccio per processi, il ciclo PDCA e il risk-based thinking. ISO stessa presenta la revisione come un’evoluzione del modello esistente, pensata per renderlo più aderente alle modalità con cui le organizzazioni di oggi prendono decisioni, gestiscono il cambiamento e perseguono i risultati.

Vediamo assieme quali sono le principali novità introdotte dalla norma.

 

Cultura della qualità e comportamento etico entrano nei requisiti

Una delle novità più evidenti riguarda la cultura della qualità e il comportamento etico. La ISO 9001:2015 faceva già riferimento alla cultura organizzativa (capitolo 7), ma la nuova edizione rende questi aspetti molto più espliciti.

La Direzione deve ora promuovere attivamente cultura della qualità e comportamento etico, temi che vengono richiamati anche nell’ambito della consapevolezza del personale e dell’ambiente necessario al funzionamento dei processi. ISO identifica espressamente questa introduzione tra le principali modifiche della revisione.

Il cambiamento è significativo perché sposta ulteriormente l’attenzione dalla sola disponibilità di procedure alla capacità dell’organizzazione di dimostrare valori, comportamenti e prassi coerenti con gli obiettivi di qualità.

 

Rischi e opportunità: due percorsi più distinti

La ISO 9001:2015 aveva reso centrale il risk-based thinking, trattando però rischi e opportunità all’interno dello stesso requisito di pianificazione. La versione 2026 introduce, invece, una distinzione molto più chiara: il capitolo 6.1 comprende ora requisiti separati per le azioni relative ai rischi e per le azioni relative alle opportunità.

La nuova formulazione richiede, inoltre, maggiore sistematicità nella determinazione, analisi e valutazione di entrambi, nonché nella pianificazione delle azioni per affrontare i rischi e per cogliere le opportunità e nella verifica della loro efficacia.

Per molte organizzazioni questo comporterà una revisione del documento di gestione dei rischi: le opportunità non dovranno più essere considerate semplicemente come il “lato positivo” del rischio, ma come elementi da individuare e gestire con maggiore autonomia.

 

Processo di gestione delle modifiche più strutturato

Un’altra area rafforzata è la gestione del cambiamento. ISO cita espressamente lo “strengthened management of change” tra le modifiche principali della nuova edizione.

Il requisito continua a richiedere che le modifiche al Sistema di Gestione siano adeguatamente pianificate, approvate ed implementate, ma accentua l’attenzione sulla disponibilità delle informazioni, sulla comunicazione dei cambiamenti, sulle modalità con cui sarà monitorata e valutata l’efficacia delle modifiche nonché su come verranno riesaminati i risultati dei cambiamenti.

Per le aziende diventa fondamentale dimostrare che gli effetti del cambiamento sono stati valutati e che, dopo l’implementazione, i risultati sono effettivamente quelli attesi.

 

Contesto, cambiamento climatico e conoscenza organizzativa

La versione 2026 della norma incorpora il requisito introdotto nel 2024 di valutare se il cambiamento climatico sia una questione rilevante per il contesto dell’organizzazione e ricorda che anche le parti interessate possono avere requisiti collegati al climate change.

C’è, inoltre, un’altra modifica meno appariscente ma operativamente importante: la nuova norma richiede di determinare non solo le parti interessate rilevanti e i loro requisiti, ma anche quali di questi requisiti saranno effettivamente affrontati attraverso il Sistema di Gestione per la Qualità.

Evolve anche il tema della conoscenza organizzativa: non basta disporre delle conoscenze necessarie, la logica della nuova norma mette maggiormente in evidenza la necessità di conservarle, applicarle e condividerle.

 

Operations e miglioramento: solo alcune piccole precisazioni

Sul fronte delle Operations, la ISO 9001:2026 non introduce cambiamenti radicali. La struttura del capitolo 8 resta sostanzialmente invariata: requisiti relativi a prodotti e servizi, progettazione e sviluppo, controllo dei fornitori esterni, produzione ed erogazione dei servizi, rilascio e gestione degli output non conformi continuano a seguire l’impostazione della versione 2015. Le modifiche sono soprattutto puntualizzazioni e chiarimenti, con una maggiore attenzione alla continuità operativa, alla gestione delle interruzioni, alla comunicazione in caso di modifica dei requisiti e alle interazioni con fornitori e altre parti interessate.

Anche il capitolo dedicato al miglioramento cambia più nella forma che nella sostanza. La nuova edizione semplifica la struttura: il continual improvement passa al punto 10.1, mentre il requisito relativo a non conformità e azioni correttive resta al 10.2.

 

Quanto tempo c’è per la transizione?

Per le organizzazioni certificate ISO 9001:2015 è previsto un periodo di transizione di tre anni: ciò significa che il passaggio alla ISO 9001:2026 dovrà essere completato entro settembre 2029. ISO precisa inoltre che, nella maggior parte dei casi, la transizione potrà essere integrata nei normali audit di sorveglianza o ricertificazione, secondo le modalità definite dall’ente di certificazione.

 

Per concludere

La priorità non è riscrivere da zero il Sistema di Gestione, ma avviare tempestivamente una gap analysis per individuare i requisiti nuovi o rafforzati e pianificare gli adeguamenti necessari.

La ISO 9001:2026 offre soprattutto l’occasione per verificare se il Sistema sia ancora capace non solo di garantire conformità, ma anche di sostenere decisioni, cambiamento e performance dell’organizzazione.

Immagine di Mariagiulia Biscaro

Mariagiulia Biscaro

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