I robot stanno così dando il loro contributo teso a fermare la proliferazione globale di una malattia grave e il loro impiego dovrebbe essere accolto favorevolmente.

In che modo i robot stanno contribuendo alla lotta contro il coronavirus?

Coronavirus è trending topic su tutte le piattaforme, Google Trends lo dà in impennata in tutto il mondo con Singapore paese con la maggiore frequenza di ricerca, seguito da Canada, Australia, Nuova Zelanda e El Salvador. In Italia la regione dove gli internauti sono più attivi è il Lazio, seguita da Abruzzo e Toscana. Il coronavirus 2019-nCoV continua, purtroppo, a reclamare le sue vittime e ha ora raggiunto oltre 20 paesi, con il principale focolaio in Cina e un singolare focolaio galleggiante su una nave da crociera, la Diamond Princess, all’ancora nel porto giapponese di Yokohama. La malattia non è ancora stata dichiarata una pandemia, ma l’industria medica sta già introducendo nuove soluzioni basate sull’utilizzo di robot per contenere la sua diffusione. Cosa sono e sono veramente necessari? L’OMS ha dichiarato un’emergenza globale dopo che un nuovo coronavirus che ha causato gravi malattie polmonari è emerso nella città cinese di Wuhan e ha iniziato a diffondersi in tutto il paese e a livello internazionale. Il nuovo virus è moderatamente infettivo, con ogni persona infetta che dovrebbe trasmetterlo ad altre due o tre persone. Pertanto, il modo principale per impedire alle persone che sono state infettate di diffondere il virus ad altri consiste nel limitare i loro movimenti e trattarli in modo isolato. Pertanto, molti pazienti sospettati di avere 2019-nCoV sono stati messi in quarantena per ridurre al minimo la diffusione della malattia. I medici negli Stati Uniti hanno utilizzato la telemedicina per interagire con la prima persona nel paese ricoverata in ospedale con 2019-nCoV, presso il Providence Regional Medical Center di Washington. La stanza all’interno della quale è stato confinato il paziente è stata allestita cinque anni fa durante la crisi di Ebola, ma questa è la prima volta che viene utilizzata. È lontana da altre unità dell’ospedale, ha un filtro dell’aria separato e c’è un solo punto di ingresso sorvegliato da agenti di sicurezza. I medici hanno potuto visitare il paziente senza entrare in contatto fisico, utilizzando un robot equipaggiato di fotocamera, microfono e stetoscopio. Il robot è gestito dagli infermieri che lo spostano all’interno della stanza per interagire con il paziente secondo le necessità diagnostiche. Ma questo non è l’unico robot utilizzato per interagire con persone in quarantena. Presso un hotel di Hangzhou, 16 robot vengono utilizzati per consegnare il cibo nelle loro camere da letto. Allo stesso modo nella città di Guangzhou, presso l’ospedale popolare provinciale del Guangdong, vengono utilizzati robot autonomi che si occupano di distribuire i farmaci ai pazienti. Una volta programmati, questi robot sono in grado di muoversi attraverso gli spazi dell’ospedale, aprendo e chiudendo porte e sono anche capaci di prendere l’ascensore. Altri robot sono utilizzati per ridurre al minimo la potenziale diffusione dell’infezione, venendo usati a fini di pulizia e disinfezione. I robot Xenex usano la luce pulsata allo xeno ultravioletto-C (UVC) per eliminare i patogeni. La società afferma che i suoi dispositivi vengono attualmente utilizzati per pulire le stanze degli ospedali dove sono stati sospettati casi del nuovo coronavirus. Il robot può pulire una stanza in appena cinque minuti. Parlando con Forbes, la portavoce di Xenex Melinda Hart ha dichiarato: “Il nostro team scientifico è stato al telefono ininterrottamente con gli ospedali per discutere dei protocolli per la disinfezione delle stanze e delle aree in cui i pazienti sospetti sono stati e sono in cura […]”. La Dimer UVC Innovations di Los Angeles ha sviluppato un robot progettato per la disinfezione degli aeromobili. Il GermFalcon, questo il nome del robot, utilizza anch’esso la luce UVC per uccidere virus e batteri. GermFalcon è ora utilizzato presso gli aeroporti statunitensi di Los Angeles, San Francisco e John F. Kennedy. Per quanto nobili siano questi sforzi, è possibile che non tutti siano del tutto necessari. Molte persone messe in quarantena, come quelle dell’hotel Hangzhou, non mostrano sintomi della malattia. I robot stanno così dando il loro contributo teso a fermare la proliferazione globale di una malattia grave e il loro impiego dovrebbe essere accolto favorevolmente. Ma raddoppiare pratiche come il lavaggio delle mani e rafforzare l’importanza di una chiara comunicazione internazionale, sarà più importante per fermare la diffusione del 2019-nCoV di tutta la luce UVC nel mondo.

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