Per comunicare efficacemente il valore del dato scientifico sono necessarie competenze ed esperienze trasversali che non sempre sono disponibili in azienda.
Paola Gallon

Paola Gallon

MW and Scientific Communication Coordinator
Dato scientifico

Comunicare il valore del dato scientifico non è mai semplice o scontato.

Alla luce dello scenario regolatorio recentemente mutato a causa dell’introduzione del Regolamento (UE) 2017/745, il fabbricante di dispositivi medici si trova a maggior ragione a dover produrre e raccogliere una quantità impressionante di dati e informazioni relativi ai propri dispositivi. Già dalle prime fasi di ricerca e sviluppo, infatti, iniziano ad accumularsi informazioni di svariata natura, che vengono poi integrate dai risultati delle prove per dimostrare efficacia e sicurezza del prodotto. A questi si aggiunge un altro tipo di dato scientifico, ossia quello necessaria a immettere il dispositivo in commercio, sia esso derivante da ricerche bibliografiche o da studi clinici pre-market. Il dispositivo poi è immesso in commercio e gli obblighi di sorveglianza post-market implicano che anche in questa fase siano raccolti dati, sia di natura non clinica che clinica. 

Nel complesso, si può affermare che l’intera vita di un dispositivo è accompagnata da un flusso costante di informazioni che riguardano il dispositivo stesso. Nella maggior parte dei casi queste informazioni sono raccolte dal fabbricante a titolo oneroso, rappresentando un investimento necessario allo sviluppo del dispositivo, alla sua immissione in commercio, a ottemperare agli obblighi di legge che si protraggono anche dopo la prima introduzione del dispositivo sul mercato.

Il valore del dato scientifico

È in questo contesto che un ulteriore investimento in comunicazione può, in realtà, trasformarsi in una mossa vincente. La mole di informazioni relativa al dispositivo, infatti, spesso è significativa del valore intrinseco dello stesso. I risultati di uno studio clinico, banalmente, ne dimostrano la sicurezza e l’efficacia. I dati di sorveglianza post-commercializzazione, ne mostrano il continuo apprezzamento sul mercato. Si tratta di informazioni che, se opportunamente comunicate, possono contribuire a mettere ulteriormente in luce il valore del prodotto. La sfida è quella di riuscire a “vedere” il valore del dato scientifico, anche quando non è esplicito, e a comunicarlo efficacemente in funzione della target audience che si vuole raggiungere, siano essi i clienti, la rete distributiva o la forza vendita – con l’obiettivo di promuovere, direttamente o indirettamente, le vendite del prodotto aumentando la consapevolezza in merito al suo valore.

Come attivarsi per comunicare il valore del dato scientifico

Non è una sfida semplice da vincere; sono necessarie, infatti, competenze ed esperienze trasversali che non sempre sono disponibili in azienda e non sempre si ritrovano nei fornitori che producono specifici strumenti di comunicazione: grafici, videomaker, illustratori, agenzie di comunicazione tradizionali sono perfettamente in grado di realizzare il loro specifico prodotto, ma risulta difficile trasferire loro – in tempi ragionevoli – il senso specifico di dati tecnici, soprattutto se complessi. 

In questo senso, affidarsi a esperti di comunicazione integrata per comunicare il valore del dato scientifico può rivelarsi la mossa vincente per massimizzare il ritorno dell’investimento iniziale, fino al punto di riuscire a programmare come saranno raccolti i dati già in funzione di come i dati stessi saranno comunicati.

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